Il territorio di competenza

All’I.C. “Centro Valsugana” fanno riferimento le comunità residenti all’interno del territorio appartenente ai comuni di Novaledo, Roncegno Terme, Ronchi Valsugana, Torcegno, Telve di Sopra, Telve, Carzano e Castelnuovo.
Gli studenti che si iscrivono alla scuole primarie provengono dalle scuole dell’infanzia presenti nei comuni di: Novaledo (scuola dell’infanzia provinciale del Circolo n. 2), Marter, Roncegno, Ronchi, Torcegno, Telve di Sopra e Telve (scuole dell’infanzia equiparate del Circolo di Borgo Valsugana 2) e Castelnuovo (scuola dell’infanzia equiparata non aderente alla Federazione Provinciale Scuole Materne).

 

Il paese di Novaledo è sparso sul conoide del torrente Rosa, che scende dalla Panarotta. Qui correva il confine fra il territorio del vescovo di Trento e quello del vescovo di Feltre (maso di S. Desiderio a sinistra della provinciale, secondo il documento di donazione di Corrado II il Salico nel 1027). Oltre alla chiesa parrocchiale di S. Agostino del 1724, lungo la vecchia strada statale c´è la chiesa di Maria Ausiliatrice del 1723, costruita presso il cimitero, al posto dell´antica curaziale di S. Daniele (XVI sec.). Nei pressi si trovano i ruderi della Tor Quadra, fortilizio antico molto importante ("clusa Xichi", chiusa di Sicone del XIV sec; Ciusa del Marter sulla "strada imperiale"): due torri erette l´una di fronte all´altra con un ponte levatoio bloccavano la strada, in un punto obbligato, fra il monte e il Lago Morto, ora prosciugato. Nel luogo furono trovate monete e altre reliquie romane. Secondo alcuni la fortezza sarebbe stata l´antemurale di quella di Ausugo, distrutta poi dai Franchi (590). Passata in potere di Siccone di Caldonazzo, la Tor Quadra fu smantellata nel 1385 dai Vicentini. Una tradizione popolare racconta che, nella zona dei Masi, sorgeva una città detta di Novaledo, sepolta sotto una grande frana staccatasi dal Monte Creta. 
Novaledo è centro agricolo e artigianale. 

 

Roncegno Terme è adagiato ai piedi del Monte Fravòrt e di fronte a Cima Dodici, circondato da colline e montagne, esposto al sole verso sud. Centro termale rinomato sin dalla fine dell'Ottocento, località climatica di grande fascino naturale conservato sino ad oggi, è posto in posizione panoramica verso la bassa Valsugana. In paese ferve la vita artigiana, sono ospitali e curati gli alberghi e i ristoranti, mentre le grandi ed antiche terme immerse nel grande parco di cinque ettari ricco di piante d'alto fusto accolgono gli ospiti sotto suggestivi porticati.
Sulle colline di Roncegno numerosi tipici masi punteggiano i pendii dove dimorano centinaia di grandi castagni, tipico frutto del luogo a cui è dedicata una nota festa annuale. Pozze, Cinquevalli, Serot sono località dotate di posti di ristoro e rifugi. A valle dell'abitato, in località Ferme, distante pochi minuti dal centro storico, si trova il nuovissimo centro tennis dotato di otto campi da gioco e accanto il centro golf, una nuova struttura fra campi e boschi, dentro i quali è quietamente nascosto un suggestivo biotopo.
Il trekking e d'obbligo nella splendida catena montuosa del Lagorai e anche lungo i sentieri che portano alle antiche chiese del posto, mentre a valle gli appassionati delle due ruote possono pedalare sulla pista ciclabile lungo il fiume Brenta.



Ronchi Vasugana è un piccolo abitato in posizione eccezionalmente panoramica, circondato da terrazzamenti di colture e ampi castagneti, tra i quali sono sparsi moltissimi masi adattati ad un turismo rurale. Il paese ha mantenuto un aspetto rustico tipico della Bassa Valsugana. 
Da vedere: i vecchi masi tra i castagneti, la Val di Cavè, la chiesa dei Sette Dolori in località Marchi, la chiesa Alpina.





Adagiato su un ampio pianoro circondato da secolari castagni Torcegno è la meta ideale per chi cerca relax e tranquillità. Le splendide vallate di Suerta, Musiera, Cavè e Porchera offrono numerosi spunti per passeggiate tra pascoli, malghe e antichi masi sapientemente risturtturati. 
Da vedere: i castagni secolari, il Centro Natura Lagorai, la chiesetta della Madonna Ausiliatrice, la chiesa dei SS. Apostoli Bartolomeo e Andrea.





Punto di partenza per le escursioni sul Monte Ciolino, Telve di Sopra è oggi un grazioso paese che gode di un'ottima posizione soleggiata. In epoche remote rappresentava una tappa importante nella rete dei sentieri che collegavano gli antichi manieri di Arnana, Castellalto e San Pietro, i quali, assieme a Castel Telvana, costituivano una linea di protezione della valle. 
Da vedere: i ruderi dei tre castelli, il percorso della Via Crucis che sale fino al Colle di San Pietro, la Val d'Ezze e la Val di Fregio. 




L'abitato di Telve si estende alle falde del Monte Salubio, in posizione soleggiata e panoramica ai piedi della millenaria catena del Lagorai. Telve può vantare una delle più belle valli del Trentino, la Val Calamento, risalendo la quale si raggiunge Passo Manghen, unico valico di collegamento tra la Valsugana e la Val di Fiemme attraverso il Lagorai. 
Da vedere: la chiesa dell'Assunta decorata da Francesco Chiletto, la chiesa di Santa Giustina con gli affreschi tardo gotici, l'altopiano di Musiera con il laghetto per la pesca sportiva, l'Oasi di Valtrigona - unica oasi di proprietà del WWF di tutto l'arco alpino.



Carzano si trova al margine settentrionale della pianura alluvionale di Scurelle su un pendio terrazzato. Grazie a questa posizione gode di un clima particolarmente dolce e quindi adatto a coltivazioni frutticole. Il paese è ricordato per il fatto d'armi che passa sotto il nome di "Sogno di Carzano" per la sconfitta subita dal 72° Battaglione dei Bersaglieri da parte dell'esercito austriaco. La chiesa parrocchiale della Madonna della Neve è stata proclamata monumento nazionale a ricordo della feroce battaglia. 
Da vedere: chieda della Madonna della Neve e nei mesi di maggio e giugno la fioritura delle rose caratteristica del piccolo borgo.



 

Castelnuovo si distende ai piedi del Monte Civerone, dove, secondo la tradizione, un tempo sorgeva un castello.
Alla confluenza del torrente Maso con il Brenta, Castelnuovo è stato paese di forte emigrazione. Nel dopoguerra il paese è diventato un fiorente centro industriale, anche se l'agricoltura mantiene la sua importanza grazie alle colture frutticole e viticole che si possono vedere percorrendo la pista ciclabile che passa a sud di Castelnuovo.
Da vedere: la chiesetta di Santa Margherita che domina la Valsugana, la villa padronale De Bellat con l'annessa stazione agricola, e alcuni esempi di archeologia industriale, tra cui una macera e una segheria, Villa Cappelletti, e il maneggio Mascalcia. 

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